Zucchero bianco: quali sono le alternative migliori?

Lo zucchero bianco o zucchero raffinato fa male alla salute, ormai lo sanno tutti. Consapevole della dipendenza e degli effetti nocivi dello zucchero bianco, l’industria alimentare non si è fatta alcuno scrupolo a promuovere il suo consumo diretto e indiretto, in particolar modo rivolto ai bambini. La comunità scientifica e i media non hanno mosso un dito per molto tempo contro la diffusione della dipendenza dallo zucchero bianco. Oggi, però, sappiamo che esistono alternative salutari allo zucchero: scopriamo quali sono i migliori dolcificanti naturali.

Negli anni ’70 e ’80 l’industria dolciaria e quella dello zucchero hanno promosso delle campagne a favore dello zucchero bianco con il puro scopo di vendere più prodotti. Sfruttando la mancanza di informazione medica, l’industria alimentare ha cominciato a inserire in moltissimi prodotti, non solo nei dolci, grandi quantità di zucchero bianco. Fin dal Secondo Dopoguerra, lo zucchero ha cominciato a diventare un’abitudine malsana per la maggior parte della popolazione occidentale.

Troviamo zucchero in tutte le bibite, nei succhi di frutta, nei tè da bere, in tutti i dolci, ma anche nei prodotti della panificazione, nelle minestre, nella frutta secca, nei prodotti di derivazione animale e persino nel cibo per cani e gatti. Lo zucchero bianco o raffinato dà un’immediata dipendenza e modifica la percezione del gusto degli alimenti. Più zucchero c’è in un alimento, più verrà percepito come buono e più ne verrà consumato.

I bambini sono particolarmente indifesi in questo senso: le loro papille gustative e tutti gli altri sistemi del loro organismo sono in via di sviluppo e sono molto più sensibili alle dipendenze. Quella dello zucchero per un bambino può essere una dipendenza molto seria e può comprometterne la crescita, lo sviluppo e porre le basi per la formazione di future patologie.

Cos’è lo zucchero bianco

Lo zucchero bianco è un prodotto estremamente raffinato e iper lavorato che deriva quasi sempre dalla barbabietola da zucchero o dalla canna da zucchero. Il classico zucchero bianco che usiamo per dolcificare il caffè o preparare dolci viene infatti sottoposto a moltissimi processi industriali per assumere il colore cristallino e trasparente che conosciamo.

La barbabietola da zucchero viene tagliata in piccole striscioline e lavata molte volte con dell’acqua calda. In questo modo si estraggono le proprietà, tra le quali il saccarosio, il vero e proprio zucchero, che forma inizialmente un liquido denso di colore scuro, molto simile alla melassa. Fino a questo punto il processo di estrazione dello zucchero ricorda molto i metodi utilizzati da oltre 10.000 anni in varie zone del Pianeta.

Lo zucchero, infatti, è un prodotto diffuso in tutto il Mondo da migliaia di anni, ma veniva consumato principalmente in una forma grezza. Ciò significa che, assieme al saccarosio, costituito naturalmente da glucosio e fruttosio, venivano consumati anche i sali minerali e le vitamine ancora presenti nella melassa. Il processo di raffinazione, tuttavia, lava via tutte le proprietà benefiche di questo liquido scuro: minerali e vitamine vengono persi, a favore della sola permanenza del saccarosio.

Per produrre lo zucchero bianco, la melassa grezza di barbabietola viene lavorata più volte: viene ulteriormente lavata, cotta, fatta raffreddare, depurata con calce, trattata con anidride carbonica e acido solforoso. Una volta divenuta più chiara, viene asciugata e fatta cristallizzare, centrifugata, filtrata, decolorata con carbone animale e colorata con coloranti artificiali. Il risultato è un insieme di cristalli dal colore bianco/trasparente che tutti conosciamo come zucchero da cucina.

Lo zucchero bianco fa male

Perché lo zucchero bianco fa male alla salute? Lo zucchero bianco è un prodotto raffinato, ovvero viene prodotto chimicamente e la maggior parte dei nutrienti presenti vengono eliminati. Le vitamine e i sali minerali contenuti nello zucchero allo stato grezzo limitano i danni del saccarosio, che in natura non si trova allo stato puro. Il saccarosio, che noi chiamiamo zucchero bianco, è costituito da glucosio e fruttosio. Ha un alto indice glicemico e cioè provoca un innalzamento della glicemia, ossia il valore di glucosio nel sangue. A sua volta i valori glicemici alti stimolano la produzione di insulina da parte del pancreas, per poter diluire il glucosio nel sangue. L’anomala produzione di insulina provoca un abbassamento repentino della glicemia, causando debolezza, confusione mentale e fame.

Quello appena descritto è il circolo vizioso che lo zucchero bianco instaura nel nostro organismo: è allo stesso tempo anche la scintilla che scatena la dipendenza da questo “veleno bianco”. Alla pari di una droga, lo zucchero bianco sottopone il nostro organismo a uno stress continuo, sottoponendolo a continui ed eccessivi sbalzi glicemici, ma non solo:

  • Il fruttosio contenuto nello zucchero bianco ostacola la produzione di leptina, l’ormone responsabile del senso di sazietà. Un cornetto a colazione non sazia, anzi, può aumentare il senso di fame.
  • Il fruttosio aumenta la produzione di insulina, che regola i livelli di glucosio nel sangue. Sul lungo periodo ciò può causare un aumento della resistenza insulinica, predisposizione al diabete e steatosi epatica.
  • Il fruttosio per poter circolare nel sangue deve essere trasformato in glucosio e questo processo dipende esclusivamente dal fegato. Il fegato si ingrossa perché accelera la sintesi di acido urico e di trigliceridi, che contrastano il funzionamento di leptina e insulina.
  • Lo zucchero bianco per poter essere assimilato necessita di un processo energetico dispendioso: la sensazione di vitalità è momentanea e dipende solo dal picco glicemico, ma per essere metabolizzato sottrae al nostro organismo vitamine e sali minerali importanti come il calcio. La carenza di calcio provoca problemi ossei, dentali, artrosi e osteoporosi.
  • Lo zucchero raffinato uccide i batteri buoni della flora intestinale, provocando gonfiore addominale, gas intestinali, coliti, stipsi e diarrea e favorendo l’attacco di batteri nocivi, come la candida.
  • La dipendenza da zucchero bianco è causata anche dagli effetti sul sistema nervoso e sul metabolismo: il saccarosio sottopone l’intero organismo a picchi e crolli glicemici, che provocano un alternarsi continuo di stati di eccitazione e iperstimolazione a stati di stanchezza e mancanza di energie. Questo meccanismo rinforza la dipendenza e allo stesso tempo indebolisce il sistema endocrino, immunitario e ha effetti mentali molto evidenti, come stati di euforia e aggressività, debolezza e continuo bisogno di cibo. Nei bambini questi effetti sono disastrosi.

 

Quali sono gli effetti nocivi dello zucchero bianco? Sono moltissimi, e vanno dalla caduta dei capelli provocata dalle carenze vitaminiche all’aumento di peso, dalla carie all’aumento del rischio di sviluppare tumori o malattie degenerative. È famoso ormai un articolo che elenca i 77 danni dello zucchero bianco provati scientificamente; bisogna considerare che gli effetti negativi potrebbero essere ancora più numerosi!

Zucchero bianco: alternative naturali

Negli anni ’80 si sono diffusi i dolcificanti artificiali, pastigliette di aspartame o altre molecole che hanno un potere edulcorante. Con il tempo sono però emersi moltissimi problemi legati all’assunzione di queste alternative allo zucchero bianco, come i rischi legati allo sviluppo di morbo di Parkinson o di cancro. Madre Natura ci offre delle ottime alternative allo zucchero bianco per dolcificare qualsiasi alimento o per uno snack sfizioso.

Bisogna tuttavia ricordare che il modo migliore per proteggere la propria salute psicofisica, è meglio abituarsi a consumare meno alimenti dolci e in generale cibi dal gusto meno dolce. Anche la frutta, che contiene fruttosio, minerali e vitamine, può essere dannosa in grandi quantità. Il solo consumo quotidiano di una porzione di frutta fresca di stagione dovrebbe bastare! Ecco le alternative sane allo zucchero bianco da consumare con cautela:

 

  • Miele: contiene maltosio, saccarosio, glucosio, fruttosio e destrosio. Il glucosio del miele entra direttamente in circolo e può essere utilizzato immediatamente dall’organismo senza appesantire il fegato. Il miele contiene anche enzimi, vitamine, oligominerali, sostanze antibiotiche e sostanze che possono favorire i processi di accrescimento. Scegliere quello biologico e naturale è d’obbligo.
  • Zucchero di canna integrale: si chiama anche panela, mascobado, rapadura o melado de acùcar, ha un aspetto marrone scuro, umido e granuloso, non cristallino. Il suo retrogusto di liquirizia e la tendenza a formare grossi grumi sono una garanzia per la salute: indicano infatti la presenza di magnesio e potassio.
  • Sciroppo d’acero: contiene saccarosio, potassio, vitamine del gruppo B e calcio.
  • Melassa: la si può trovare sia di canna da zucchero, che di datteri, uva o gelsi neri, ma anche di barbabietola. È lo stadio più grezzo dell’estrazione dello zucchero, in cui sono conservati tutti i nutrienti che diluiscono gli effetti negativi del saccarosio, minimizzandoli. La melassa contiene fruttosio, glucosio, acido fosforico, e fibre, ed è ricchissima di vitamine e di minerali. 100 grammi di melassa apportano quasi l’80% della dose raccomandata di ferro, moltissimo potassio (1.500 mg), calcio (500 mg) e magnesio (90 mg, fosforo (30 mg) e rame (1,93 mg). La melassa è anche ricchissima di vitamine, in particolare quelle del gruppo B.
  • Stevia: un dolcificante naturale alternativo allo zucchero bianco con poche calorie e ricca di proteine, fibre, ferro, fosforo, calcio, potassio, sodio, magnesio, zinco, antiossidanti, vitamina A e vitamina C.
  • Zucchero di cocco: si ottiene dai fiori della palma da cocco (Cocos Nucifera) e non dalla palma dalla quale si ricava il famigerato olio. Queste palme non vengono coltivate in maniera intensiva. Lo zucchero di cocco è un’ottima alternativa allo zucchero bianco: contiene potassio, magnesio, fosforo, calcio, zinco, ferro e vitamine B1, B2, B3 e B6. Contiene inoltre enzimi che consentono un lento assorbimento degli zuccheri nel sangue, e il suo indice glicemico (pari a 35) è più basso rispetto a quello dello zucchero bianco da cucina.

 

Esistono anche molti altri dolcificanti naturali, come il malto, lo xilitolo, l’eritritolo, ma il migliore in assoluto è senz’ombra di dubbio la frutta. La frutta è un prodotto naturale, che non ha bisogno di alcun procedimento chimico per poter dolcificare gli alimenti. L’uso moderato di frutta secca come uvetta, fichi, mela o il succo fresco di alcuni frutti come l’uva e la mela stessa sono da preferire a qualsiasi altro dolcificante.

2017-12-27T18:25:14+00:00